“La prima ora del giorno”: esordio col botto per la veronese Anna Martellato

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Foto Nicola Di Ciomma
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“Ho imparato che nulla accade per caso. Nemmeno oggi, quando questo libro è finito tra le tue mani”. C’è qualcosa di reale, di surreale e forse di estremamente doloroso in quello che dà il titolo al romanzo d’esordio della giovane scrittrice, perché è in quel preciso istante del giorno che si consumano i destini di due generazioni. Ma la speranza è racchiusa dentro le onde del mare che si infrangono sulla spiaggia, e la risacca spalanca le porte a nuovi orizzonti

In punta di piedi, spunta lei. Un libro molto bello che si legge tutto d’un fiato. Scrittura fluida, intensa, accurata all’inverosimile nei luoghi, ma soprattutto nelle descrizioni edulcorate da un fascino ammaliante. Gli ingredienti ci sono tutti, e l’impatto è decisamente positivo destinato a lasciare il segno. In una sfera editoriale dove spesso si devono fare i conti con costi, ricavi, promozioni e quant’altro, il libro della Martellato si colloca giusto a puntino in una fascia destinata a fare anche cassetta. Diciamo pure anche perché, per quanto riguarda i contenuti, siamo in quella che si può definire fascia alta. Amore in senso lato, speranza e coraggio sono i sentimenti che, dopo un’accurata lettura, profondono l’intera storia. Eppure, lei, questo libro non lo voleva scrivere. Forse perché animata da troppi ricordi, forse perché la memoria stessa era ancora tutta da metabolizzare. Ci ha pensato la madre a darle una notevole spinta. Da qui si evince che il romanzo è decisamente autobiografico (al 90/95 per cento afferma lei in una recente intervista). E in un inverno (rigido qui da noi, ma certo mite in quel di Rodi dove la scrittrice passa il suo tempo a costruirlo) butta giù quel fiume di parole che non poteva più tenere dentro, trovando un confronto diretto con se stessa fino al punto di diventare quello specchio necessario a riflettere la propria vita e la propria interiorità.

Foto feltrinelli.it

L’Autrice

Anna Martellato è nata il 3 luglio 1981 a Verona. Figlia unica, con origini greche. Laureata in Scienze della Comunicazione è stata allieva della Scuola Palomar di scrittura e storytelling. È giornalista professionista. Scrive per L’Arena e per La Stampa. Gestisce uffici stampa e cura un progetto video sul mondo del cinema. Ha dato vita a format televisivi, web, radiofonici e a progetti editoriali. Fra le sue passioni, oltre a orchidee e conchiglie, c’è, ovviamente, quella (sfrenata) per la scrittura.

Foto pantheon.com

La Trama

A ventisette anni, Zoe, è ambiziosa e determinata. Sa esattamente ciò che vuole dalla vita e anela a diventare responsabile dell’agenzia di eventi per cui lavora. Mancano soltanto due settimane all’inaugurazione di un importante momento che potrebbe consacrarla leader indiscussa mettendo alla gogna Nicolò, il suo vero rivale. Ma una mattina, dopo un test di gravidanza, si trova incinta di un uomo non disponibile. Zoe ne è certa: è il bambino sbagliato nel momento sbagliato. Lei deve pensare ad altro. È la madre sbagliata nel momento sbagliato. Ma ne suoi movimenti interiori deve pur sfogarsi, raccontare la sua storia a qualcuno. E allora la protagonista si affida ad Anna, la nonna, che da sempre è sua indiscussa confidente. Anna, donna forte e dolce al tempo stesso, ha la capacità di condurre la nipote sul filo della memoria, fino a riportarla al settembre del 1943. Ma anche la nonna ha un segreto da confidarle.

Foto Giunti

I Contenuti

È qui il piatto forte della Martellato. Restare a galla fra amore, speranza e coraggio può sembrare difficile e superfluo al tempo stesso. Insomma, la solita minestra vista da angolature differenti, si potrebbe pensare. Ma non è così perché fra le righe si colgono tematiche e sfumature che abbracciano i più disparati argomenti. In primis, quello della maternità. E chi pensa che questo romanzo sia solo ad esclusivo uso e consumo delle donne, si sbaglia di grosso. Sì, perché le figure di Gianluca e Nicolò insegnano molto. Sono entrambi arrivisti (e poi ci arrivano, anzi il primo è già arrivato) e restano, alla fine, inermi di fronte al problema e alla sensibilità femminile (in riva al mare, o quando Zoe ha un malore, Nicolò avrebbe potuto azzardare un atteggiamento più consono alla situazione. Gianluca, invece, è già sparito). Ma la Martellato ti fa capire anche che queste figure maschili alle donne piacciono ed è nell’intrinseca natura umana che sia tutto giusto così, anche se il maschio la maternità più che non averla capita, non l’ha ancora accettata (secondo step). Ma la paura di fallire l’obiettivo e il normale processo di maternità destabilizzano non solo l’uomo ma, al tempo stesso, anche la donna (vedi Iris). Ed è qui che si apre l’eterna diatriba sul lavoro femminile (terzo step). Ma come diceva in una sua nota canzone Fabri Fibra, Dagli sbagli si impara. E allora Zoe, forte di un grande sentimento guida (quello della nonna) arriva in maniera del tutto naturale alle proprie scelte (quarto step). Non sono certo da meno altre tematiche legate al secolare rapporto fra nonni e nipoti, quello dell’adozione, del tradimento fra uomo e donna e soprattutto quello relativo alla storica deportazione degli ebrei (steps da quinto a ottavo).

E poi c’è il coraggio (nono step). Il coraggio di Zoe e di Anna. Il coraggio di affrontare un futuro con mille incognite per la prima, e il coraggio di raccontare una verità nascosta per la seconda.

Ma tutti si chiederanno dov’è, dove sta e che cos’è la prima ora del giorno. È lo step numero dieci. È lo step dell’amore con la A maiuscola, dell’amore che solo una madre può avere e che può donare incondizionatamente fino al punto di sacrificare se stessa.

Forse è proprio vero che nulla accade per caso.

 

 

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